Sabato 1 agosto, 21.15 – ANTEPRIMA NAZIONALELE CREATURE DI PROMETEOLE CREATURE DI CAPUCCIMusica L.v. Beethoven – Coreografica S. BucciOrchestra Teatro Carlo Felice

ANTEPRIMA NAZIONALE
Concerto con azione scenico-coreografica
Musica Ludwig van Beethoven
Costumi originali Roberto Capucci

Orchestra del Teatro Carlo Felice
Direttore Leonardo Sini

Movimenti coreografici Simona Bucci
Compagnia Daniele Cipriani

Il Festival rende omaggio a Ludwig van Beethoven, nel 250° anniversario della nascita, con la sua unica composizione nata per il balletto: Le creature di Prometeo op. 43, eseguita per la prima volta a Vienna nel 1801 e commissionata da Salvatore Viganò, il grande ballerino e coreografo italiano che, durante il periodo napoleonico, fu il più alto rappresentante dello stile coreutico neoclassico (una figura, all’epoca, di statura europea, ammirata da artisti come Stendhal, Foscolo e Rossini).
L’originalità e il fascino della produzione presentata in anteprima nazionale a Nervi (lo spettacolo debutterà al Festival di Spoleto il 28 agosto) sono dovuti all’incontro tra la musica piena di vita del giovane Beethoven e i costumi disegnati da Roberto Capucci, maestro dell’alta moda internazionale, innovatore di stile capace di far dialogare gli abiti con la natura, l’arte e l’architettura. I due mondi, anche se distanti nel tempo e nella storia, finiscono per parlare la stessa lingua, quella del mito: da un lato Prometeo, titano ribelle che ruba il fuoco agli dèi per donarlo agli uomini, fonte di ispirazione della potente musica beethoveniana, e dall’altro le creature oniriche, “altre”, immaginate da Capucci, che – grazie ai movimenti scenici di Simona Bucci – appaiano e scompaiono come in un sogno che genera nuovi, misteriosi miti.
Musica e arte visiva unite in un duplice omaggio alla creatività contemporanea e alla musica di uno dei più grandi compositori di tutti i tempi. Nel nome del fuoco rubato da Prometeo, simbolo di civiltà e progresso.


I protagonisti

Più che uno stilista Roberto Capucci è un artista, un genio della scultura in tessuto che, evolvendosi negli anni, capisce che le sue opere non possono seguire i ritmi vertiginosi della moda, ma devono essere concepite come opere d’arte. Nato a Roma nel 1930, mostra fin da bambino amore per l’arte. Frequenta il Liceo artistico e studia all’Accademia di Belle Arti. Trova poi lavoro preso Emilio Schuberth, dove impara l’arte della creazione di moda. Nel 1950 fonda la sua casa di moda e nel 1951 disegna gli abiti indossati dalla moglie e le figlie di Giovan Battista Giorginini nella famosa prima sfilata della moda Italiana a Villa Torregiani, suscitando l’ammirazione dei giornalisti e compratori che lo motivano a presentarsi ufficialmente nelle sfilate del anno seguente. In questa decade crea la linea “colomba”, la linea “banjo” e la più famosa linea “scatola”, che rimarrà un leitmotiv della sua carriera. Un gran riconoscimento gli viene dato nel 1956, quando lo stesso Christian Dior, all’apice della sua carriera, lo definì in un’intervista “il miglior creatore della moda italiana”, evidenziando l’originalità delle sue opere. Un altro gli verrà conferito due anni dopo, con la vittoria del cosiddetto “Oscar della Moda” per l’Italia a soli 28 anni. Roberto Capucci si è sempre distinto per non voler aderire a schemi, ma per crearli egli stesso attraverso le sue geometrie, che trasformano il corpo delle donne in vere e proprie sculture di tessuto, traendo ispirazione dalla musica, dalla natura e dall’arte. Approda a Parigi nel 1962, dove apre un atelier in cui sperimenta nuovi materiali.  Sei anni più tardi rientra definitivamente in Italia e si dedica interamente al suo atelier romano. Questa esperienza lo porterà a trasformare i suoi abiti in sculture con una propria autonomia, discostandosi dal mercato della moda e dalla tradizione sartoriale. Il primo di questa serie di abiti sculture fu l’abito Colonna in raso bianco, il quale fu seguito da una lunga fase di sperimentazione con materiali come juta, paglia, pietre e giunco, che evidenziano uno stretto vincolo con l’arte povera. Questo connubio tra arte e moda lo porta alla conclusione che le sue opere non possono più adeguarsi al sistema moda; così, nel 1980, si dimette dalla Camera Nazionale dell’Alta Moda e decide di creare una collezione all’anno e di presentarla in una città diversa ogni volta, come fosse una mostra personale di un artista. La prima sfilata viene realizzata a Milano a Palazzo Visconti: abiti d’ispirazione settecentesca di taffetà nero e viola in netto contrasto con le decorazioni rosa, stupiscono il pubblico. Seguono New York, Tokyo, Parigi, Pechino ecc., con collezioni dai titoli suggestivi quanto gli abiti, che lo consacrano non più come semplicemente creatore di moda, ma come artista del tessuto. Nel 2005-06 viene costituita la Fondazione Roberto Capucci, dedicata alla conoscenza, conservazione e promozione del lavoro del Maestro, che ha sede a Firenze in Villa Bardini.

Il direttore d’orchestra Leonardo Sini, vincitore del Primo Premio al prestigioso Concorso Internazionale di direzione d’orchestra Maestro Solti, si sta rapidamente affermando nel panorama musicale europeo come uno dei più promettenti direttori della sua generazione. Negli ultimi anni ha collaborato in veste di direttore e direttore assistente con numerose orchestre e teatri d’opera europei dirigendo fra le altre la Netherlands Philharmonic Orchestra, Residentie Orkest, Orchestra del Teatro Petruzzelli, Teatro Volksoper di Vienna, Noord Nederlands Orkest, Netherlands Symphony Orchestra, Opera North di Leeds, Ulster Orchestra (Belfast), Philharmonie Zuidnederland, Orchestra del XVIII secolo, Bochumer Symphoniker. Spinto da una forte passione per l’opera, nel 2017 fa il suo debutto al Bredeweg Festival di Amsterdam dirigendo La Bohème di G. Puccini con la Netherlands Philharmonic Orchestra e il Dutch National Opera Chorus. Nel dicembre 2017 la vittoria al prestigioso Concorso Internazionale di direzione d’orchestra Maestro Solti lo porta a dirigere l’Orchestra dell’Opera di Stato Ungherese, l’Orchestra Filarmonica di Győr e la Pannon Philharmonic Orchestra esibendosi al Teatro Erkel di Budapest ed al Kodály Centre di Pécs. Nella stagione 2018/19 sarà sul podio di numerose orchestre liriche e sinfoniche tra cui l’Opera di Stato Ungherese a Budapest, la Pannon Philharmonic Orchestra, Netherlands Symphony Orchestra, l’Orchestra del Teatro Petruzzelli, l’Orchestra dell’Ente Concerti “M. de Carolis”, Hungarian Symphony Orchestra, Szolnok Symphony Orchestra. Nella stagione 2019/20 farà il suo debutto, fra gli altri, al Maggio Musicale Fiorentino dirigendo La Traviata, al Teatro Carlo Felice di Genova dirigendo La Bohème, al Circuito Lirico Lombardo – Opera Lombardia dove dirigerà La Sonnambula. Altri impegni futuri lo vedranno impegnato alla guida di diverse orchestre sinfoniche fra cui la Savaria Symphony Orchestra e Alba Regia Symphony Orchestra. Nato a Sassari nel 1990, Leonardo Sini comincia i suoi studi musicali presso il Conservatorio di Musica “L. Canepa” diplomandosi in tromba nel 2009. Si perfeziona in seguito presso la Royal Academy of Music di Londra dove consegue il Master of Arts nel 2013. A Londra intraprende lo studio della direzione d’orchestra con Sian Edwards e collabora con diverse orchestre esibendosi fra le altre nella prestigiosa Royal Festival Hall. Nel 2015 si trasferisce in Olanda dove approfondisce gli studi di direzione d’orchestra con Jac van Steen, Ed Spanjaard e Kenneth Montgomery nel National Master of Orchestral Conducting, un prestigioso programma del Royal Conservatoire dell’Aia e del Conservatorium van Amsterdam, conseguendo il Master nel 2017. Durante i suoi studi partecipa inoltre a numerose masterclass lavorando con affermati direttori d’orchestra tra cui Daniele Gatti, Marc Albrecht, Harry Christopher e Gianluigi Gelmetti.

Nata a Bergamo si trasferisce a Firenze dove frequenta la Facoltà di Architettura presso l’Università degli Studi di Firenze, negli stessi anni comincia i suoi studi di danza. Nel 1981 si trasferisce a New York dove studia con Alwin Nikolais, Murray Louis, Hanya Holm, Claudia Gitelman e presso il Merce Cunningham Studio. Nel 1982, sempre a New York, entra a far parte della Claudia Gitelman Dance Company ed in seguito danza con Sebastian Prantl per un progetto del Withney Museum. Nel 1983 rientra in Italia e fonda a Firenze la Compagnia di Danza Contemporanea Imago ed in seguito il Centro di Danza Contemporanea Imago Lab. Importanti per la sua formazione sono gli incontri con i maestri Larrio Ekson e Richard Haisma. Oltre a danzare e coreografare per la propria compagnia, collabora con altre formazioni. Sue coreografie vengono presentate in importanti festival di danza come “L’Estate Fiesolana” (con produzioni nel 1988, ’89, ’90), “Vignale Danza”(dove le viene assegnato un premio al merito) “Milano chiama Italia”, “Festival di Niòn” (Svizzera), partecipa a trasmissioni RAI come “Festa” spettacolo in Eurovisione da Napoli con la direzione di Vittoria Ottolenghi. Nel febbraio 1991 presenta una sua coreografia al Marymounth Theatre di New York. Nel maggio del 1991 Alwin Nikolais la nomina sua assistente e collabora con questo incarico al corso di perfezionamento tenuto dal Maestro Nikolais per il Centro Regionale della Danza di Reggio Emilia. Nel giugno del 1991 entra a far parte, come solista, della Alwin Nikolais Dance Company di New York, danzando in alcuni dei più importanti teatri del mondo, dall’Operà di Parigi, Teatro Olimpico di Roma, Teatre de la Ville di Parigi, Anfiteatro Romano di Verona, a Seul in Corea, Kuopio in Finlandia. Nel 1992 oltre che a danzare con Nikolais coreografa per la sua compagnia “Au contraire” con cui debutta a New York. Nel 1995 lascia la compagnia di Nikolais e viene invitata ad insegnare a Rotterdam in un progetto patrocinato dalla Comunità Europea. Nel 2000 diventa assistente di Carolyn Carlson, coordinatrice e docente dell’Accademia Isola Danza, La Biennale di Venezia, ruolo che ricopre per tre anni. Nel maggio del 2002 debutta a Venezia con un suo lavoro dal titolo Di ombre cerchiati gli occhi con musiche originali di Paki Zennaro commissionato e prodotto dalla Biennale di Venezia e dalla Fondazione Regionale per lo Spettacolo del Friuli Venezia Giulia. Nel novembre del 2003 debutta a Chiasso, Svizzera, con il duetto Indissolubile eco ispirato ad un’opera di Francisco Goya. Ha curato le coreografie delle messa in scena di: Cyrano De Bergerac, regia di Daniele Abbado, per il Teatro Argentina di Roma, e Sogno di una notte di mezza estate, regia di Daniele Abbado, presentato al Teatro Petruzzelli di Bari. Nel maggio 2018 debutta a Firenze, nell’ambito del Festival Fabbrica Europa, con la nuova produzione per la sua Compagnia, Interrogai me stesso, lavoro creato per l’artista giapponese Hal Yamanouchi. Per il regista Daniele Abbado, crea le coreografie per Macbeth per il Teatro Regio di Parma, debutto settembre 2018, e per Rigoletto, debutto a dicembre 2018 al Teatro dell’Opera di Roma.

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