Domenica 19 luglio, 21.15BEPPE GAMBETTAWhere the Wind Blows/Dove tia o vento

Giovanni Ricciardi, violoncello

Riccardo Barbera, contrabbasso

Marco Fadda, percussioni

Beppe Gambetta, una delle figure più prestigiose e autorevoli della chitarra internazionale, in occasione del “Festival Internazionale del Balletto e della Musica-Nervi 2020”, presenta il suo 14° album dal doppio titolo inglese e genovese Where The Wind Blows/Dove Tia O Vento (Borealis Records) e lo fa con dieci canzoni dove l’artista genovese si scopre e riscopre songwriter, cantante e chitarrista elettrico. Ad accompagnare Beppe Gambetta, ci sarà il violoncello di Giovanni Ricciardi, Riccardo Barbera al contrabasso e il percussionista Marco Fadda.

Una novità piacevole, che non potrà che essere apprezzata dal suo affezionato pubblico e che nasce con l’idea di raccontare non solo un rinnovamento, ma un vero e proprio percorso artistico come lui stesso racconta: «Il mio percorso è iniziato come chitarrista acustico innamorato della musica americana, con il tempo sono nati il viaggiatore, il ricercatore, il cantante, l’arrangiatore, il tecnico del suono, il produttore di spettacoli, l’insegnante e oggi il chitarrista elettrico e il cantautore. Fino ad ora provavo una forma di pudore e riservatezza che mi impediva di scrivere canzoni. Con questo lavoro sono riuscito a superarla e ora aspetto il giudizio di chi vuol bene alla mia musica per decidere se potrò continuare anche in questa direzione».

La realizzazione di questo album, in un periodo così difficile per l’intero panorama dello spettacolo e non solo per i musicisti, diventa un atto di resistenza e una risposta dell’arte alle avversità, attraverso una sfida a confrontarsi con qualcosa di nuovo e per trovare nuovi stimoli.

L’album Where The Wind Blows esce a tre anni di distanza da Short Stories, ancora una volta con Borealis Records. La collaborazione con l’etichetta canadese non è che uno delle tessere del mosaico che nasce intorno alla vita artistica di questo straordinario chitarrista: nato a Genova, in costante contatto con il territorio, ma anche con la musica e le professionalità nordamericane, che lo fa apprezzare a livello mondiale, in anni di carriera ha sintetizzato il suo amore per la musica americana – country, bluegrass, folk, blues – e quello per i padri, a partire da Fabrizio De André.

La scelta del genovese per alcuni brani, evidenzia la sonorità poetica e mediterranea della nostra lingua, un omaggio alle sue radici e il punto di partenza per un percorso a ritroso, che ha portato alla riscoperta di alcuni brani scritti negli anni passati. Ecco alcuni titoli che il pubblico nerviese scoprirà nella bellissima cornice dei parchi: Lament, Fighting While We Can, Wise Old Man, Sunrise Melody, Forget About Me Not un lavoro, in parte autobiografico, che abbraccia canzone d’autore, folk-rock, blues, flatpicking e Mediterraneo.


I protagonisti

Il filo dell’orizzonte come sfida e irresistibile richiamo, Beppe Gambetta ha fatto del viaggio un’arte, componendo il suo personale mosaico di suoni e sapori. In giovanile pellegrinaggio lungo le mitiche “blue highways” della profonda America cantate da Woody Guthrie, quel giovane chitarrista genovese sulle tracce della “Roots Music” americana ne ha macinata, è proprio il caso di dirlo, di strada. Virtuoso dello stile acustico, consacrato, ormai, a livello internazionale, autore di undici dischi, libri e video didattici, un DVD “live”, Gambetta è oggi considerato dagli stessi maestri americani un loro pari, degno continuatore di una tradizione musicale sempre viva e rinnovantesi. Di casa negli States, una fama consolidata grazie alle numerose tournées, alle partecipazioni ai più prestigiosi festival, dal Walnut Valley Festival di Winfield in Kansas al Merlefest di Wilkesboro in North Carolina, da quello di Chico in California ai Festivals canadesi di Edmonton e Winnipeg, e all’attività didattica nell’ambito di seguitissimi workshop – uno su tutti: lo Steve Kaufman Flatpicking Camp di Maryville nel Tennessee -, Gambetta nel corso della sua carriera ha avuto l’opportunità di suonare con i più grandi artisti della scena folk internazionale, quali, per citarne alcuni, Doc Watson, Tony Trischka, Gene Parsons, Norman Blake, David Grisman. E, naturalmente, Dan Crary, Tony McManus e Don Ross, membri con Beppe dei Men of Steel, il fantastico quartetto chitarristico che più cosmopolita non si può – Usa, Scozia, Canada, Italia sono infatti le nazioni di provenienza di questi “fab four” delle sei corde – e che ha mietuto unanimi consensi di pubblico e critica in tutto il mondo.
In un mondo dominato dalle logiche del mercato e in cui ad imperversare è la musica “plastificata”, tutta glamour e look, così fashion e trendy, Gambetta propone la sua musica, intimamente sentita e vissuta, fatta di emozioni, immediatezza comunicativa, ricerca timbrica, sobrietà. Una musica ispirata, ma quasi pudica nello svelare sino in fondo i più riposti moti dell’animo, refrattaria a quelle ostentazioni virtuosistiche fine a se stesse che costituiscono una tentazione in costante agguato a tali livelli di eccellenza tecnica: ad altri, non a lui, meticoloso artigiano dei sentimenti, i funambolici esercizi “a miracolo mostrare”. L’America nel cuore, le radici tra il sole e gli ulivi del Mediterraneo, è con estrema naturalezza che Gambetta riesce a saldare le sponde dei due continenti, creando, alla faccia di quell’oceano frapposto lì in mezzo, una “koiné” musicale in cui “roots music” e tradizione ligure, canti dell’emigrazione e ballate popolari, moderne chitarre acustiche e antiche chitarre-arpa non solo coesistono ma vanno ad interagire, intrecciando un fitto dialogo ignaro di ogni rigida classificazione. Musica popolare in cammino, fiera del suo passato ma con lo sguardo rivolto al futuro, capace di parlare al nostro presente perché radicata nella storia di generazioni di uomini e donne così diversi e così uguali a noi. Musica girovaga, insofferente di frontiere e passaporti, esclusioni e ossessioni. Musica vitale, appassionata, sobria.
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